Terre degli Uffizi torna a Poppi con una mostra sulla maternità

Dopo il successo dell’esposizione su Dante dello scorso anno, nella rocca dei Conti Guidi arriva ‘Nel segno della vita. Donne e Madonne al tempo dell’attesa’. Dall’8 luglio al 1 novembre

La maternità, intesa come principio del mondo ed essenza dell’amore, è la protagonista della seconda tappa espositiva di Terre degli Uffizi (progetto curato dalle Gallerie insieme a Fondazione CR Firenze all’interno dei rispettivi programmi Uffizi Diffusi e Piccoli Grandi Musei) a Poppi. Dopo il successo della mostra dello scorso anno nel Castello dei Conti Guidi (Nel segno di Dante. Il Casentino nella Commedia), adesso è la volta di Nel segno della vita. Donne e madonne al tempo dell’attesa”allestita ancora nei suggestivi ambienti della rocca dall’8 luglio al 1 novembre. La rassegna ruota intorno al dipinto raffigurante l’Eremita Torello da Poppi nell’atto di benedire una donna in avanzato stato di gravidanza (olio su tela, fine del XVIII sec.), iconografia unica nel panorama pittorico toscano. Restaurata proprio in questa occasione, anche con il contributo della Fondazione CR Firenze, la grande tela, commissionata per la chiesa di Santa Trinita di Firenze, è attribuita al pittore fiorentino Santi Pacini ed è datata alla fine degli anni Settanta del Settecento, quando l’artista era impegnato ad eseguire gli affreschi nella volta e nel coro della chiesa di Camaldoli.

Torello, eremita di Avellaneto nei pressi di Poppi, è noto fin dal Duecento, secolo nel quale visse, come protettore delle partorienti e dei feti nel tempo dell’attesa; ad esaltare la raffigurazione di questo delicatissimo momento di vita quale metafora teologica del percorso di salvezza dell’umanità, vi è poi in mostra un gruppo di opere in prestito dalle Gallerie degli Uffizi, dedicate ai soggetti dell’Annunciazione di Maria ed alla Natività di Cristo. La più significativa tra queste è l’Allegoria dell’Incarnazione e Sibilleraffinato dipinto che mostra il nomen sacrum (IHS), sigillo della Compagnia di Gesù, sul grembo della Vergine. Vi è poi l’Annunciazione, precedentemente attribuita a Bronzino e oggi ascritta al suo contemporaneo fiorentino Giovanni Bizzelli, e Il voto contro natura, grandiosa e provocatoria scultura dell’artista siciliano dell’Ottocento Salvatore Grita: una donna incinta in abito monacale accasciata contro un muro scrostato si fa portavoce di tutte quelle ragazze madri e femmine cadette che, forzatamente e contro natura, furono obbligate a prendere i voti.

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