Prorogata al 14 maggio la scadenza di ‘Firenze Restaura’

Il bando di Fondazione CR Firenze in collaborazione con l’Arcidiocesi di Firenze ha lo scopo di attivare una ventina, tra cantieri e laboratori di restauro, e altrettanti contratti di lavoro per questa categoria. I due bandi precedenti hanno coinvolto 34 restauratori ed hanno consentito il recupero di oltre 50 beni storico-artistici

È prorogata al 14 maggio la scadenza del bando ‘Firenze Restaura’, il bando di Fondazione CR Firenze in collaborazione con l’Arcidiocesi di Firenze che ha l’obiettivo di attivare una ventina, tra cantieri e laboratori di restauro, e altrettanti contratti di lavoro per questa categoria. Si tratta della terza edizione dell’iniziativa che ha un valore di 300.000 euro. Il bando si rivolge alle chiese del territorio metropolitano che presentino progetti per il restauro di uno o più beni mobili, conservati presso di esse e per i quali è garantita l’esposizione al pubblico e interviene nuovamente in un importante settore fortemente penalizzato dall’emergenza coronavirus.

Lo scopo primario è infatti quello di dare lavoro ad una specializzazione che rischia un vero e proprio tracollo se non adeguatamente sostenuta e che riveste nel nostro territorio una grande rilevanza. I due bandi precedenti (nel 2018 e nel 2020), grazie ad un contributo complessivo di 455.000 euro, hanno consentito l’approvazione di 34 progetti, supportando altrettanti professionisti restauratori, presentati da parrocchie e da enti diocesani di 16 diversi Comuni dell’area metropolitana compreso il capoluogo, che hanno consentito il restauro di oltre 50 beni storico-artistici, tra dipinti, sculture, paramenti liturgici e oggetti di oreficeria sacra ma anche libri religiosi e opere su carta.

Sono destinatari del bando gli enti diocesani, compresi nel territorio afferente alla Diocesi di Firenze, che siano proprietari dei beni mobili di interesse storico-artistico da restaurare. Sono ammessi alla valutazione i progetti che riguardano il restauro di uno o più beni mobili conservati presso le chiese, per le quali è garantita l’esposizione al pubblico, che rientrano nelle seguenti categorie di beni: dipinti su tela e su tavola, sculture lignee, lapidee, bronzee, e modellata in cera e cartapesta, stucchi, terrecotte e terrecotte invetriate, commesso di pietra dura, scagliola, paramenti liturgici tessili e paliotti, arredi lignei, volumi religiosi e opere su carta, oggetti di oreficeria sacra e reliquiari, apparati decorativi murari.

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