Progetto
IN COLLEZIONE…
DIALOGHI

L’arte come strumento
di dialogo interculturale

Fondazione CR Firenze per l’inclusione sociale:
attraverso l’arte avviamo dialoghi con culture, lingue e
patrimoni per promuovere una società inclusiva e aperta

Video e contenuti per promuovere, attraverso la nostra Collezione d’arte, i temi del dialogo e della pluralità delle culture per contribuire al raggiungimento dell’inclusione sociale e della partecipazione culturale

Sanaa, Meriem, Jihad e Zeinab, le mediatrici del progetto AMIR – Accoglienza, musei, inclusione e relazione, ci raccontano, in lingua araba, alcune delle opere più belle della Collezione d’arte della Fondazione CR Firenze. Ogni video, sottotitolato in italiano, è un dialogo a due o più voci, in cui le mediatrici introducono un’opera e ne colgono spunti di confronto con le loro culture.

Opera In Collezione
Attribuito a Filippo Angeli, detto Filippo Napoletano
Veduta della piazza di Mercato Vecchio a Firenze, primo trentennio del XVII secolo
olio su tela

Meriem e Jihad ci raccontano la veduta dell’antica piazza del Mercato Vecchio a Firenze. Entrambe marocchine, sono colpite dalla impressionante somiglianza con i souk, in particolare quello di Fes. Ancora oggi il mercato marocchino di Fes è affollato di gente e allestito con banchetti colmi di stoffe e spezie colorate.

Opera In Collezione
Vincenzo Maria Coronelli (Venezia, 1650 – 1718)
Globo terrestre, Globo celeste, 1692-1693
legno, carta e tempera

Zeinab e Jihad ci descrivono i due mappamondi, preziosi strumenti scientifici e opere d’arte allo stesso tempo, che rappresentano l’uno gli elementi terrestri e l’altro quelli celesti. In quest’ultimo le mediatrici di Amir si soffermano sulle bellissime rappresentazioni delle costellazioni, delle stelle e dei segni zodiacali, ma soprattutto sui nomi degli elementi che Coronelli aveva trascritto in cinque lingue, tra cui proprio l’arabo!

Opera In Collezione
Fabio Borbottoni (Firenze, 1823-1901)
Vedute di Firenze antica, seconda metà del XIX secolo
olio su tela

Jihad e Zeinab si immergono nella meravigliosa sala con le 124 tele del pittore Borbottoni che mostrano la città di Firenze come oggi non è più possibile vederla. In un vero e proprio tuffo nel passato le mediatrici di Amir scoprono molti punti di contatto con gli antichi quartieri dell’Egitto e del Marocco che è ancora possibile vedere!

Opera In Collezione
Ignoto (secolo XVIII)
Ritratto di Anna Maria Luisa de’ Medici Elettrice Palatina, post 1717
olio su tela

Sanaa, Zeinab e Meriem sono catturate dalla figura di Anna Maria Luisa de’ Medici. La sua intelligenza e la sua forza d’animo ricordano loro una donna famosa nella cultura egiziana, la regina Hatshepsut. Le mediatrici proseguono il racconto di queste due donne che, nonostante le leggi del tempo non consentissero un governo “al femminile”, hanno segnato la storia dei loro regni!

Lingua araba

Sanaa, Meriem, Jihad e Zeinab, le mediatrici del progetto AMIR – Accoglienza, musei, inclusione e relazione, ci raccontano, in lingua araba, alcune delle opere più belle della Collezione d’arte della Fondazione CR Firenze. Ogni video, sottotitolato in italiano, è un dialogo a due o più voci, in cui le mediatrici introducono un’opera e ne colgono spunti di confronto con le loro culture.

Opera In Collezione
Attribuito a Filippo Angeli, detto Filippo Napoletano
Veduta della piazza di Mercato Vecchio a Firenze, primo trentennio del XVII secolo
olio su tela

Meriem e Jihad ci raccontano la veduta dell’antica piazza del Mercato Vecchio a Firenze. Entrambe marocchine, sono colpite dalla impressionante somiglianza con i souk, in particolare quello di Fes. Ancora oggi il mercato marocchino di Fes è affollato di gente e allestito con banchetti colmi di stoffe e spezie colorate.

Opera In Collezione
Vincenzo Maria Coronelli (Venezia, 1650 – 1718)
Globo terrestre, Globo celeste, 1692-1693
legno, carta e tempera

Zeinab e Jihad ci descrivono i due mappamondi, preziosi strumenti scientifici e opere d’arte allo stesso tempo che rappresentano l’uno gli elementi terrestri e l’altro quelli celesti. In quest’ultimo le mediatrici di Amir si soffermano sulle bellissime rappresentazioni delle costellazioni, delle stelle e dei segni zodiacali, ma soprattutto sui nomi degli elementi che Coronelli aveva trascritto in cinque lingue, tra cui proprio l’arabo!

Opera In Collezione
Fabio Borbottoni (Firenze, 1823-1901)
Vedute di Firenze antica, seconda metà del XIX secolo
olio su tela

Jihad e Zeinab si immergono nella meravigliosa sala con le 124 tele del pittore Borbottoni che mostrano la città di Firenze come oggi non è più possibile vederla. In un vero e proprio tuffo nel passato le mediatrici di Amir scoprono molti punti di contatto con gli antichi quartieri dell’Egitto e del Marocco che è ancora possibile vedere!

Opera In Collezione
Ignoto (secolo XVIII)
Ritratto di Anna Maria Luisa de’ Medici Elettrice Palatina, post 1717
olio su tela

Sanaa, Zeinab e Meriem sono catturate dalla figura di Anna Maria Luisa de’ Medici. La sua intelligenza e la sua forza d’animo ricordano loro una donna famosa nella cultura egiziana, la regina Hatshepsut. Le mediatrici proseguono il racconto di queste due donne che, nonostante le leggi del tempo non consentissero un governo “al femminile”, hanno segnato la storia dei loro regni!

Lingua dei segni italiana

Nicola, giovane interprete dell’ENS-Ente Nazionale Sordi di Firenze, ci accompagna alla scoperta di alcuni dei principali capolavori della Collezione della Fondazione CR Firenze, decritti e raccontati nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), con sottotitoli e voce guida in italiano. Un’azione volta a garantire l’accessibilità del nostro patrimonio alle persone sorde.

Opera In Collezione
Filippino Lippi (Prato, 1457 ca. – Firenze, 1504)
Madonna col Bambino e angeli, 1485-1486
tempera su tavola

Il dipinto su tavola è il tondo più grande del Rinascimento. Il tondo proviene da palazzo Corsini, ma la sua storia precedente non è nota, forse legata alla famiglia Medici. Particolarità del dipinto è la presenza degli angeli intenti ad eseguire con la voce la musica scritta nel cartiglio che stanno tenendo.

Opera In Collezione
Giovanni Fattori (Livorno, 1825 – Firenze, 1908)
Buoi al pascolo, 1886
olio su tela

Questo importante dipinto di Giovanni Fattori ci riporta alla metà dell’Ottocento, quando a Firenze erano attivi i cosiddetti Macchiaioli, giovani pittori che volevano cambiare il modo di dipingere insegnato nelle Accademie. In quest’opera, dipinta negli anni della maturità, Giovanni Fattori raffigura un uomo al centro di una radura, ma protagonista del dipinto è soprattutto la resa atmosferica.

Opera In Collezione
Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574)
La Fortuna, La Virtù o Premio, La Grazia o Lume Divino, L’Onore o Marte, 1569-1572
olio su tela

Queste quattro misteriose allegorie furono dipinte da Giorgio Vasari per la propria casa in Borgo Santa Croce a Firenze. Vasari fu uno degli artisti più amati dal duca di Firenze Cosimo I: fu proprio lui a donare la casa all’artista, come segno di riconoscenza per i suoi servigi. Oltre che pittore, Vasari fu uno studioso e un architetto, noto soprattutto per il progetto della Galleria degli Uffizi.

Opera In Collezione
Pietro Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve, 1450 ca. – Fontignano, 1523)
Compianto sul Cristo morto, 1497 circa
affresco staccato

L’opera, nella quale il Perugino raffigura con serenità e compostezza il momento del compianto sul corpo di Cristo, fu commissionata dalla famiglia Albizi per la propria cappella contigua alla chiesa di San Pier Maggiore a Firenze. Quando nel 1784 la chiesa fu demolita perché pericolante, l’affresco venne rimosso e trasportato in Palazzo Albizi, dove è rimasto fino alla sua vendita nel 1883. Ricomparsa nel 1990 nel mercato antiquario, l’opera è stata acquistata dalla Cassa di Risparmio di Firenze e riportata a Firenze, dove è oggi visibile tra quelle della collezione di Fondazione CR Firenze.

Opera In Collezione
Giotto di Bondone (Colle di Vespignano, 1266 ca. – Firenze, 1337)
San Francesco, San Giovanni Battista, 1320 circa
tempera su tavola

Le due piccole tavolette sono quello che oggi resta di un’opera più grande: erano, infatti, parte di una predella, cioè la base inferiore di un polittico o di una pala d’altare. I due santi sembrano volgersi in una direzione, probabilmente verso il centro, dove doveva essere un’immagine di Cristo. Nonostante le ridotte dimensioni, Giotto rende con cura i dettagli che identificano i due santi.

Un progetto di

Fondazione CR Firenze

In collaborazione con

a cura di  Lucia Mannini

Video in lingua araba
Testi: Anna Castelli
Realizzazione: Stefano Casati
Con la partecipazione di: Sanaa Mohamed El Amin Ahmed Mohamed, Jihad El Badaoui, Zeina Hassan Moustafa Abd El Rahman, Meriem Afarfar

Video in lingua dei segni italiana
Testi: Maria Eletta Benedetti
Realizzazione: Cristina Andolcetti; Doppiaggio: Gabriele Giaffreda
Con la partecipazione di: Nicola Della Maggiora

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