Gli ’angeli’ del terremoto in Umbria

In un anno salvate 260 opere d’arte dalla task-force di giovani restauratori fiorentini, finanziata da Fondazione CR Firenze

Recuperate e messe in sicurezza 260 opere danneggiate dal terremoto che ha scosso lo scorso anno il Centro Italia grazie al lavoro dei 10 giovani restauratori fiorentini, diplomati dell’Opificio delle Pietre Dure, che, sostenuti da Fondazione CR Firenze, sono stati in Umbria per 12 mesi, in aiuto della Soprintendenza locale. Era questo lo scopo del progetto, ideato e sostenuto da Fondazione CR Firenze nell’ambito di un nuovo modello di servizio che vuole fare rete tra istituzioni fiorentine di eccellenza con iniziative di ampio respiro, valorizzando le competenze nate e sviluppate nel capoluogo ed esportandole, se necessario, oltre i confini del territorio di competenza.

La task-force è stata formata da 10 diplomati presso l’Opificio, che hanno operato nel deposito di Spoleto allestito dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria. Un grande ambiente di 5.000 mq, antisismico e dotato delle più moderne tecnologie per il recupero e la conservazione delle migliaia di opere danneggiate dal sisma.

La Fondazione ha stanziato 130.000 euro, che sono serviti per coprire un piccolo compenso mensile per ciascun restauratore, un forfait per le spese di vitto e di trasferta e il sostegno per i costi dell’alloggio. La selezione dei restauratori, che hanno operato suddivisi in gruppi e in periodi di tre-quattro mesi ciascuno, è avvenuta tramite bando e sulla base della valutazione del curriculum.

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