Giotto, restauro della Cappella Bardi in Santa Croce

Un’occasione irripetibile per conoscere tecniche e segreti dell’artista. L’Opera di Santa Croce ha affidato l’intervento all’Opificio delle Pietre Dure. Verrà realizzato con il sostegno di ARPAI e della Fondazione CR Firenze

I Bardi, a capo di una delle compagnie medievali più potenti d’Europa, scelsero Giotto per decorare con le Storie di San Francesco la cappella di cui avevano il patronato nella basilica di Santa Croce. Il restauro del ciclo, dipinto nel terzo decennio del Trecento, costituisce un’occasione irripetibile per conoscere i segreti dell’artista e delle sue scelte riguardanti le tecniche della pittura murale. La Cappella Bardi, monumento dell’arte fiorentina del primo Trecento, occupa del resto una posizione speciale nel percorso artistico di Giotto e costituisce una delle sue ultime opere.

La cappella ha sofferto vicende conservative tormentate e ha una rilevanza particolare nel processo che segna la nascita della grande tradizione italiana del restauro. A 70 anni dall’ultimo intervento sull’opera ne è oggi necessario uno nuovo, essenziale per la conservazione e per l’approfondimento della tecnica dell’artista. Il restauro, che durerà tre anni, è stato affidato dall’Opera di Santa Croce all’Opificio delle Pietre Dure e avrà il sostegno decisivo dell’Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI) e della Fondazione CR Firenze, oltre che del ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

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