Coronavirus: oltre tre milioni di euro per l’emergenza sanitaria

Il CdA della Fondazione CR Firenze ha istituito un fondo di 1,5 milioni di euro, stanziati 1,2 milioni di euro per l’acquisto di respiratori e di attrezzature sanitarie, e 500.000 euro per l’acquisto di mascherine

Tre milioni e 200.000 euro per l’emergenza sanitaria del nostro territorio provocata dal Coronavirus. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione della Fondazione riunito in teleconferenza dal presidente Luigi Salvadori. In particolare è stato costituito un fondo di un milione e mezzo di euro da destinare prevalentemente al Terzo Settore, è stato deliberato lo stanziamento fino a un milione e 200 mila euro per l’acquisto fino a 40 respiratori per i reparti di terapia intensiva di strutture pubbliche del territorio e di altro materiale sanitario, ed è stato avviato e facilitato l’acquisto di mascherine di vario tipo per un importo di 500.000 euro.

Il Cda ha anche ribadito l’assoluta necessità che la Fondazione non sospenda l’attività erogativa e ha deciso di anticipare il 50% dei contributi ai progetti già approvati così da aiutare subito le urgenze più gravi. Mentre i termini per la rendicontazione dei contributi in scadenza sono prorogati al 30 giugno 2020.

‘’Vogliamo dare un segno concreto di attenzione e di vicinanza al territorio – ha spiegato Salvadori – in questo momento così drammatico per tutti. Vorremmo destinare lo stanziamento di due milioni di euro prevalentemente al Terzo Settore, mentre le destinazioni dei respiratori e delle mascherine saranno decise dalle autorità sanitarie in base alle situazioni di maggiore urgenza della Città metropolitana e delle province di Arezzo e Grosseto. Abbiamo anche deciso di anticipare subito il 50% dei contributi ai progetti che sono stati approvati per cercare di tamponare le urgenze più gravi. E’ evidente che vogliamo valutare con attenzione l’assegnazione delle risorse perché, mai come ora, riteniamo fondamentale effettuare interventi mirati che possano contribuire ad alleviare, almeno un po’, situazioni davvero drammatiche. Per questo intendiamo avviare una campagna di ascolto e di confronto con quanti operano negli ambiti del disagio i cui consigli e suggerimenti saranno preziosi per poter prendere poi le nostre decisioni’’.

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