Robot Fever: una mostra al Museo Stibbert sui Samurai nell’era dei Chogokin

Il Museo Stibbert saluta la nuova stagione espositiva con la mostra Robot Fever: il Samurai nell’era dei Chogokin (aperta fino al 10 settembre 2017), oltre che con la riapertura delle sale giapponesi appena restaurate. Entrambi gli interventi sono stati possibili grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze che da anni sostiene in maniera continuativa l’attività del museo.

La mostra Robot Fever indaga tutta una seria di opere inedite, frutto della rinata industria del giocattolo novecentesco, ripercorrendo la storia e l’evoluzione di quello nipponico a partire dal successo interno fino all’esplosione del fenomeno a livello internazionale.
In Giappone, negli anni ’70, si inventano fumetti e film d’animazione che vedono protagonisti super robot chiamati a proteggere la patria da minacce aliene. Il design di questi modernissimi super eroi ricalcavano quelle tradizionalmente associate agli antichi guerrieri samurai che, dopo un periodo di eclissi nell’immediato dopoguerra, ritrovano il favore del grande pubblico.
La mostra è dunque imperniata sul confronto tra i vari elementi che costituiscono le armature dei samurai conservati nella collezione giapponese del Museo Stibbert e l’interpretazione datane dai designer maggiormente influenzati dal loro gusto estetico.

La Sezione Giapponese del Museo Stibbert nasce sulla scia dei due grandi interessi di Frederick Stibbert: la storia delle armi e la storia del costume. Si tratta della prima grande collezione monotematica che nasce in Italia intorno al 1870 e rappresenta una delle prime raccolte al mondo al di fuori del Giappone. Essa si compone di armi ed armature, else e corredi di spada, oggetti d’arredo, rotoli dipinti, tessuti e costumi, quasi tutti rappresentativi del periodo compreso tra la seconda metà del XVI e la seconda metà del XIX secolo.
Gli ambienti che conservano questa preziosa collezione avevano subito di recente gravi danni a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto che avevano colpito in particolare le decorazioni in stile neogotico delle pareti e dei soffitti delle due sale principali. Gli interventi di restauro hanno riportato al loro originario aspetto tutti gli ornati che fanno da scenografico sfondo alle armature dei samurai, così come le vetrine e gli arredi secondo lo spettacolare gusto tipico di Frederick Stibbert.

SCARICA IL COMUNICATO