A Firenze al via la “staffetta della ricerca” tra studiosi in arrivo da tutto il mondo

Progetto dell’Istituto Sangalli

Firenze capitale internazionale del dialogo interreligioso grazie alla presenza di ricercatori da tutto il mondo che affronteranno, nel loro soggiorno di studio, temi come il rapporto dell’Islam con la musica pop e i percorsi storici che hanno condotto il mondo islamico ad accettare l’esistenza dell’’altro’, e quindi di altri mondi al di fuori del proprio. La “staffetta della ricerca” inizia ufficialmente oggi, con la presentazione in Palazzo Vecchio dei nomi dei ricercatori che hanno partecipato al bando dell’Istituto Sangalli relativo alle ‘Florence Short Term Fellowships in Storia e Studi religiosi’, e proseguirà fino all’estate del 2017. Il ‘Florence Short Term Fellowships Program’, che vuole richiamare dall’estero a Firenze studiosi affermati per un soggiorno di ricerca e studio, è una iniziativa realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, il Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Florence e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Dell’iniziava si è parlato stamani in Comune alla presenza di Cristina Giachi, vice-sindaca di Firenze, Maurizio Sangalli, presidente dell’Istituto Sangalli, Massimo Carlo Giannini, direttore scientifico del progetto, Pier Luigi Rossi Ferrini, vice-presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze e Danila Paladino, rappresentante del R.F. Kennedy Center for Human Rights.

Grande successo ha riscosso il bando promosso dall’Istituto Sangalli: sono arrivate ben 69 domande da 4 continenti e 29 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Colombia e Argentina; Libano, Israele, Qatar, India e Bangladesh; Sudafrica e Zimbabwe, oltre a praticamente tutti i paesi europei. Le fellowship offrono per il 2016-17 cinque soggiorni residenziali a studiosi di ogni nazionalità e di comprovata esperienza operanti all’estero su tematiche storico-religiose, in prospettiva interdisciplinare, interreligiosa e multi-culturale, con un emolumento per il mese di ospitalità a Firenze di duemila euro.

I ricercatori selezionati sono: Roberto Di Stefano da Buenos Aires, Argentina; Abdullah Ibrahim da Doha, Qatar; James W. Nelson Novoa da Ottawa, Canada; Jonas Otterbeck da Lund, Svezia, e Tabona Shoko da Harare, Zimbabwe. I temi delle ricerche sono i più vari, dal ‘centralismo’ islamico, ossia la visione della cosiddetta ‘Casa dell’Islam’ maturata nel corso dei secoli, alla questione dell’identità religiosa dei portoghesi di origine ebraica a Pisa a fine Cinquecento; dal mondo religioso cristiano argentino-fiorentino di Domenico Migliorucci nell’Ottocento, alla nuova scena musicale islamica pop, fino all’analisi del ruolo della Chiesa cristiana, delle tradizioni religiose locali e dei diritti umani nel processo di riconciliazione nazionale dello Zimbabwe.

Gli studiosi incontrano la città di Firenze – L’appuntamento è al Robert F. Kennedy Human Rights Italia International House, Sala delle Colonne Ottagonali – Elisabeth Chaplin, Le Murate, via Ghibellina 12/A, venerdì 21 ottobre alle 17.30, titolo del dibattito “Sguardi sull’Islam”. Protagonisti due dei cinque ricercatori: Abdullah Ibrahim, esperto culturale, Diwan del Qatar e Jonas Otterbeck, docente di studi islamici, Lund University, Svezia. Temi dell’incontro “Tra Dār-al-Islām e Mondo islamico: uno sguardo storico-critico” e “Islam e pop music: un dibattito aperto.”

Cinque ricercatori per cinque argomenti, che, nel campo della storia e delle culture religiose, favoriranno progresso culturale e dialogo. Due di loro sono già a Firenze e stanno portando avanti il loro soggiorno di studio. L’idea è quella di un percorso, che non intende esaurirsi ma punta a portare a Firenze anche in futuro l’eccellenza della ricerca storica e culturale sui temi religiosi, contando sul rifinanziamento del progetto, visto il suo grande successo. In questa ottica, i ricercatori saranno parte attiva della vita della città, a cui offriranno alcuni interventi nell’ambito di iniziative pubbliche sui temi da loro approfonditi. Scopo del progetto: permettere ad affermati studiosi internazionali di portare avanti i loro studi in un ambiente ricco e stimolante come quello accademico e intellettuale fiorentino, metterli in relazione con i borsisti dell’Istituto Sangalli e stabilire un ponte con la città, portando a tutti i fiorentini elementi utili di dialogo e di confronto. Tutti i temi verranno attualizzati nell’ottica di offrire un concreto contributo scientifico allo studio delle modalità che permettano una maggiore coesistenza fra le religioni, come è sempre stato nello spirito dell’Istituto Sangalli di Firenze sin dalla sua fondazione nell’aprile di due anni fa.